Mostre

Da Casorati a Zorio - Opere su carta

Data inizio: 09/04/2026
Data fine: 19/06/2026
Albino Galvano, Bruno Martinazzi, Carlo Levi, Carol Rama, Clotilde Ceriana Mayneri, Felice Casorati, Franco Garelli, Giacomo Soffiantino, Gilberto Zorio, Gino Gorza, Giorgio Griffa, Horiki Kastutomi, Luigi Spazzapan, Marco Gastini, Marina Sasso, Mario Calandri, Mario Davico, Mario Surbone, Maura Banfo, Nella Marchesini, Piero Ruggeri, Pinot Gallizio, Riccardo Cordero, Sandro De Alexandris, Sergio Saroni, Umberto Mastroianni

La mostra è stata prorogata fino al 20 Giugno.

Il rapporto dell'artista con il supporto cartaceo – in certi casi un confronto disteso, in altri invece un "corpo a corpo" carico di tensioni più o meno latenti – lo ha raccontato bene il pittore, critico d'arte e letterato britannico John Berger, in un suo noto e apprezzato testo del 2005, pubblicato in Italia nel 2017 da Il Saggiatore; particolarmente illuminante il momento in cui l'autore rievoca le sensazioni provate di fronte alla superficie ancora intonsa del foglio, non più pagina immacolata e piatta, bensì spazio vuoto, divenuto un'area di luce opaca e illimitata, che si può attraversare da una parte all'altra, ma attraverso cui non era possibile vedere: «Sapevo», scrive Berger, «che, al momento di tracciare una linea su – o attraverso – di essa, avrei dovuto controllare il segno non su un unico piano, come un guidatore al volante della sua automobile, ma come un pilota in volo, giacché il movimento era possibile in tutte e tre le dimensioni».
La carta, dunque, non è solo il supporto canonico destinato alla nobilissima arte del disegno, ma anche il luogo di sperimentazioni e ricerche "pittoriche", "plastiche", quando non addirittura concettuali. Così questa mostra – attraverso una cinquantina di lavori – traccia un percorso coerente, benché rapsodico, all'interno dei modi possibili di intendere, sentire e utilizzare il supporto cartaceo, in un arco temporale che parte dagli anni Trenta del secolo scorso e arriva fino alla nostra contemporaneità. Da Casorati a Zorio, insomma. Un percorso profondamente radicato nel territorio piemontese, giusto con qualche divagazione. Felice Casorati, con due disegni assolutamente significativi, lo troviamo nella sezione iniziale dell'esposizione, quella dedicata alla figurazione, insieme a Gigi Chessa, Carlo Levi, Nella Marchesini, Luigi Spazzapan e Mario Calandri (presente con un'opera che rivela, una volta di più, la sua straordinaria sensibilità di acquerellista). Due densi studi da Caravaggio di Piero Ruggeri ci traghettano oltre l'ambito della raffigurazione, dove si incrociano i linguaggi, le estetiche e le poetiche differenti di Clotilde Ceriana Mayneri, Riccardo Cordero, Mario Davico, Sandro De Alexandris, Pinot Gallizio, Albino Galvano, Franco Garelli, Marco Gastini, Gino Gorza, Giorgio Griffa, Horiki Katsutomi, Umberto Mastroianni, Bruno Martinazzi, Leonardo Mosso, Adriano Parisot, Giò Pomodoro, Sergio Saroni, Marina Sasso, Piero Simondo, Giacomo Soffiantino, Mario Surbone, Graham Sutherland e Gilberto Zorio. Un discorso a sé è infine riservato a Carol Rama, le cui quattro carte, realizzate tra il 1963 e il 1968, rappresentano un piccolo, intenso focus nel cuore del ragionamento espositivo.